La SAM è terminata: una settimana davvero importante dove tante sono state le iniziative per sostenere l’allattamento, per proteggerlo, per valorizzarne i benefici, per fare informazione a tutti i livelli. Valori in cui credo profondamente e che non solo fanno parte del mio lavoro, ma del mio “essere” e del mio “stare” a fianco delle famiglie. Ma oggi permettetemi un pensiero che mi frulla da quando la SAM è cominciata.
Il mio pensiero è rivolto a tutte le mamme, che pur desiderandolo con tutte sè stesse, non sono riuscite ad allattare, o che magari non sono riuscite a farlo come speravano, o come se lo erano immaginate in gravidanza. Penso a tutte quelle mamme che non hanno ricevuto il giusto sostegno, a quelle mamme che si sono sentite sole ed impaurite, a quelle mamme che si sono sentite incapaci, a quelle che si sono sentite “non abbastanza”, a tutte quelle mamme che, anche solo per un minuto, si sono sentite di serie B. A tutte loro va il mio pensiero perchè forse non abbiamo fatto abbastanza, e non mi riferisco agli ml di latte che il loro seno ha prodotto per nutrire i loro bimbi: penso a tutte quelle emozioni negative che hanno vissuto, a quelle lacrime sofferte in silenzio quando magari sentivano male, ma tutti dicevano che era normale così, a quella solitudine che hanno sperimentato sole in casa durante questa pandemia. Ecco il mio pensiero è rivolto a voi. E a voi dico con tutta l’umiltà, che abbiam ancora tanto da fare, tanta informazione e formazione da migliorare, tante politiche sociali da costruire e ricostruire da capo per permettere a mamma e papà di vivere a pieno la nascita e la loro rinascita. Ancora dobbiamo imparare a comunicare in modo gentile e rispettoso, e non per ultimo dobbiamo imparare ad ascoltare. Ascoltare la Vostra volontà, i Vostri silenzi, i Vostri desideri di allattamento, o anche no. Dobbiamo imparare a fare un passo indietro quando le nostre proposte sono “troppo” per voi. Dobbiamo imparare ad uscire da vecchi schemi, a liberarci di tante etichette sull’allattamento: allattamento “esclusivo”, “misto”, “alternato”, poppate “a richiesta” o “ad orari”, suzione nutritiva o non nutritiva… Ma ogni triade mamma-papà e figlio o figlia ha il suo personalissimo vissuto, e queste etichette sono riduttive a fronte della complessità e della unicità del VOSTRO ALLATTAMENTO. Che sia per una coccola, per fame, per sete, per stanchezza o per bisogno di contatto e di sentirsi nuovamente una cosa sola… forse importa? Quello che importa davvero a mio parere, è che in quell’allattamento VOI ci stiate bene. Che sia la vostra scelta, libera, desiderata e sentita, e ovviamente supportata al meglio.
Non c’ è una scelta giusta o sbagliata. Ma la vostra scelta, unica, personalissima e perchè soltanto voi potete sapere cosa è giusto per voi e per il vostro bambino o bambina.
Siete madri e padri che stanno donando tutto il loro amore ai propri figli. E questo è quello che conta davvero.
Non perdiamo mai di vista il nostro obiettivo ultimo: il ben-essere della nuova famiglia. (Papà inclusi, sempre).










