Allattare: “è stata una maratona, non la corsa dei 100 metri”

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Queste sono state le parole di una neo mamma ai tempi del Covid, riportate durante un webinar di aggiornamento che ho seguito oggi. La sua è stata una maratona per riconquistare un allattamento cominciato male.

Perché è difficile allattare? I dati epidemiologici mostrano come almeno il 30% delle mamme ha avuto problemi nell’allattamento, un allattamento che spesso si interrompe prima dei 6 mesi.

All’ultimo aggiornamento regionale, si è visto come a 3 mesi allattano in media il 57% delle mamme (variabile dal 47-66% nelle varie aziende ospedaliere) [dati 2019].

A 5 mesi allattano solo il 44% delle donne (variabile dal 35-56% nelle varie realtà) [dati 2019].

L’allattamento è ciò che la natura ha fatto per permetterci di crescere i nostri figli, e lo ha fatto con una perfezione incredibile. Tutte le donne infatti hanno il latte (salvo davvero pochissime eccezioni) e “per fortuna” ora si sà che non è questione di “fortuna”. L’anatomia e la fisiologia della mammella ci aiutano a sciogliere tanti dubbi e tanti falsi miti. A partire dalla gravidanza la ghiandola mammaria cambia e si modifica proprio per prepararsi ad allattare. Gli alveoli crescono di numero e dimensione, le singole cellule acquistano capacità secretorie, diventando “lattociti”. Quindi già in gravidanza il latte c’è, è lì pronto per quel bambino, pieno di anticorpi e di tanti nutrienti, apposta per lui. Poi il piccolo nasce e attaccandosi al seno, in base alle sue necessità, regola la produzione materna del latte, che quindi sarà perfetta per lui, come quantità e come composizione.

Il latte materno è un alimento “specie specifico” ed “individuo specifico”.

Quando mai abbiamo visto tanta perfezione?

Ma allora perchè è difficile allattare? Perchè è ancora una fortuna riuscire ad allattare? Perché anche il ministero della salute riconosce quanto sia importante sostenere le donne nell’allattamento? Perchè non è facile, o quanto meno non sempre lo è.  E a volte è davvero una maratona.

Viviamo in una società dove siamo sempre di corsa: viviamo la gravidanza di corsa, dovendo cercare di lavorare come se niente fosse, come se il nostro cuore non facesse più fatica a pompare per due, come se nulla fosse cambiato. Dobbiamo lavorare fino alla fine, per poi riempire di fretta una valigia di vestitini e a volte di tante paure e dubbi.

Viviamo in una società dove i padri devono rientrare presto al lavoro, senza aver la possibilità di vivere a pieno le scoperte di quel piccolino, giorno dopo giorno e di essere al fianco della propria donna.

Ecco allora che allattare può essere complicato. Inoltre non dimentichiamo che non abbiamo una cultura sull’ allattamento, siamo le “figlie le latte in formula”, siamo le “figlie che sono cresciute bene lo stesso senza il seno”, ma siamo anche quelle lasciate piangere nelle culle in una stanza lontana dalla mamma in ospedale.

Serve un cambiamento culturale,  serve mettere al centro quella mamma, quel papà e quel bambino appena nati per aiutarli a trovare un nuovo equilibrio e a riscoprirsi.  Serve una rete attorno alla neo mamma, serve comprensione, tanto ascolto, parole dolci, e serve personale competente e aggiornato che sappia uscire dagli schemi e dai numeri e ascoltare la storia di quella triade unica.

“Tutti i neonati sono diversi quindi è anacronistico pensare di avere una strategia efficace per tutti”

Dott. C. Capuano, pediatra

…e dopo il parto?

Prima Lodovica Comello, poi Katy Perry: sono sempre più le icone del mondo dello spettacolo che utilizzano i media per condividere il loro vero post-parto, senza filtri, senza maschere.

Quante mamme si sono trovate a pensare “se solo lo avessi saputo che era così..” “nessuno me lo aveva detto!”.

La verità è che la nostra società parla davvero poco del cambiamento della vita che una donna e tutta la famiglia vive nell’immediato dopo parto. I messaggi che spesso le donne in attesa ricevono è che sarà tutto meraviglioso, tutto fantastico. Certamente stringere tra le braccia il proprio piccolo è l’esperienza più bella e incredibile del mondo. Ma ci sono anche altri aspetti del post-parto che spesso non ci si aspettava.. ad esempio una stanchezza mai provata prima, dovuta a notti piene di risvegli (perchè un bambino che si sveglia di notte è un bambino normale!), giornate dai ritmi completamente sovvertiti, dove a volte anche fare la doccia è una conquista. E poi non è semplice capire quello che si nasconde dietro al pianto di un neonato,  e trovare come rispondere ai suoi bisogni.

Quello che dico sempre alle mamme è di darsi TEMPO.

Tempo per accettare il cambiamento della vita, tempo per accettare i cambiamenti del nostro corpo, tempo per conoscere il nostro piccolo bambino, che ha i suoi gusti, delle cose che gli piacciono e altre che lo spaventano. Solo dandoci tempo potremo scoprire giorno dopo giorno la sua personalità e rispondere sempre meglio alle sue esigenze (che tra l’altro sono sempre in divenire, giusto per rendere tutto più semplice!).

Il post parto diventa così il momento della rinascita: è giorno dopo giorno che si diventa mamma, giorno dopo giorno si superano le prime difficoltà e si inizia a godere a pieno dei primi sorrisi, e delle prime conquiste, che sono le conquiste di tutti, del bimbo, e dei suoi genitori che prendono sempre più consapevolezza che stanno facendo bene, che hanno trovato la loro strada.

Perchè non esiste una sola strada, non esistono la via giusta e quella sbagliata e, cosa spesso difficile da accettare, non esistono regole. Ognuna di voi troverà la sua strada con in proprio piccolo, quello che per voi e per nessun altro funziona.

Questo è uno dei doni incredibili della maternità: possiamo crescere, possiamo ribaltare le nostre vite e ripartire con una spinta nuova, con una luce nuova.

“I figli sono le madri dei nostri cambiamenti”

Dott. Domenico Oliva – Ostetrico

Settembre e i giorni del rientro

Dopo tutti questi mesi di scuole chiuse, ecco i giorni tanto desiderati del rientro.

E come sempre sorge il dubbio: tolgo il seno ora che deve stare più tempo lontano da me? E purtroppo a volte sono le stesse educatrici a invitare le mamme a farlo.. Ma sinceramente il mio consiglio è di continuare ad allattare, anzi di non smettere proprio ora. Perchè vi dico questo? 

Cominciamo dalla conoscenze mediche: il vostro latte è ricco di anticorpi che proteggono il vostro cucciolo (anche dopo il 1° anno di vita!!) e mai come ora sono importanti. Ogni mamma infatti produce anticorpi specifici in base all’ambiente in cui vive e quindi fornisce al proprio bambino tanti strumenti in più per difendersi da possibili infezioni. Perchè toglierlo proprio ora, quando sappiamo che inevitabilmente stando a contatto con tanti altri bambini, il rischio di ammalarsi è maggiore? 

Pensate che uno studio olandese (Emma Children’s Hospital) ha trovato anticorpi contro il coronavirus nel latte materno di donne che erano state infettate da Covid-19. Ora questi studiosi stanno testando se potrebbe essere utile dare il latte di queste donne alle persone a rischio di ammalarsi, in quanto questi anticorpi, che resistono anche una volta che il latte è stato riscaldato, sembrano attaccarsi alle mucose e bloccare il virus prima che entri nel corpo. Naturalmente sono studi in corso, che devono ancora raccogliere tanti dati.

Pensiamo ora alle emozioni del nostro bambino, che vive questo cambiamento radicale delle proprie giornate. Sappiamo bene quanto sia dura la separazione dai nostri piccoli, e mai come quest’anno anche noi mamme abbiamo tante paure. Paure delle restrizioni, paura dei rischi a cui esponiamo i nostri bimbi, paura delle conseguenze di queste distanze non solo fisiche. Il seno sarà il suo porto sicuro, la sua certezza di quando la mamma torna, quel momento unico che non è cambiato. Un momento per ritrovarci.

Riusciranno lo stesso a dormire senza il seno, riusciranno a consolarsi diversamente quando la mamma non c’è all’asilo, ma avranno la certezza, che tutto quello che c’è sempre stato per loro, sarà lì ad aspettarli. Non è vizio, è amore.

 “L’allattamento al seno di lunga durata non interferisce negativamente sulla progressione dell’autonomia del bambino” … ”risulta al contrario ben provato che l’allattamento al seno contribuisce al benessere cognitivo, emotivo, familiare e sociale del bambino” (Tavolo tecnico operativo interministeriale sulla promozione dell’allattamento al seno- www.salute.gov.it).

“Il distacco e l’autonomia derivano dal contatto e dalla dipendenza, non il contrario.”

A. Bortolotti, Poi la mamma torna, Mondadori 2017

Allattare: un gesto naturale, ma non sempre facile

L’allattamento è il modo naturale di prenderci cura dei nostri figli, per garantirgli un’adeguata nutrizione, sia dal punto di vista alimentare, che dal punto di vista affettivo. Pur essendo un gesto naturale, questo non significa che sia sempre facile. 

Nei primi mesi dopo il parto, il 37,7% delle donne italiane ha avuto problemi con l’allattamento (dati Epicentro Iss). 

Spesso durante la gravidanza le donne vengono riempite di tanti “falsi miti” sull’allattamento, ma nessuno le informa correttamente. Eppure è quello che permetterà loro di far crescere i propri piccoli, e ben sappiamo quanto per una mamma non ci sia nulla più di gratificante che sentirsi dire dal Pediatra “suo figlio sta crescendo bene!”.

I percorsi pre-parto (quando è possibile frequentarli) sono spesso concentrati sul momento del parto, sui metodi per affrontare il dolore, su cosa mettere nella valigia, ma poco si parla di allattamento e di post-parto. Come possono le neo mamme sapere come approcciarsi ad un neonato se nessuno mai gli ha parlato dei Bisogni del neonato? Solitamente dopo due giorni di degenza in ospedale vengono dimessi e già lì, sulla porta della stanza, la mamma inizia a chiedersi “ce la farò a casa da sola con il mio piccolo? “ .

A questa situazione già problematica si è aggiunta la pandemia di Covid-19: sempre meno visite di controllo, papà lasciati rigorosamente fuori dalla stanza e mamme sempre più sole.

Il mio ruolo è di colmare questo gap. Vorrei essere a fianco alla famiglia che si avvicina all’arrivo del proprio piccolo per aiutarli ad avere le giuste conoscenze in un momento così importante e delicato, ed essere un riferimento in caso di problemi nella gestione dell’allattamento.

“Essendo un comportamento naturale, spontaneo, frutto dell’emergere delle competenze proprie di ogni donna, l’allattamento al seno ha bisogno di essere promosso e sostenuto, investendo risorse materiali, umane e morali.”

(Mauro Stronati, Presidente Sin)

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Mamma prima ancora che medico

Da quando sono diventata mamma per la prima volta nel 2016, dopo un allattamento cominciato in salita, mi sono appassionata a questo tema, e ho cominciato a leggere libri, ad aggiornarmi e documentarmi sempre di più.

Nella mia esperienza e non solo, avevo notato come purtroppo spesso il personale sanitario non era adeguatamente competente su questo ambito e questo andava a discapito delle neo-mamme che spesso arrivavano presso gli ambulatori di chirurgia smarrite, senza un adeguato sostegno e riscontrando problemi che potevano benissimo essere evitati con un’adeguata informazione e comunicazione.

Eccomi qui a mettere le mie conoscenze e la mia esperienza a disposizione delle future mamme e delle neo-mamme perché sono convinta che, con un adeguata informazione ed un adeguato supporto, ogni donna possa allattare.

Presentati (articolo di esempio)

Questo è un articolo di esempio, pubblicato originariamente come parte della Blogging University. Abbonati a uno dei nostri dieci programmi e inizia bene il tuo blog.

Oggi pubblicherai un articolo. Non preoccuparti di come appare il blog. Non preoccuparti se non gli hai ancora dato un nome o ti senti sopraffatto. Devi solo fare clic sul pulsante “Nuovo articolo” e dirci perché sei qui.

Perché lo fai?

  • Perché darà un nuovo contesto ai lettori. Di cosa vuoi parlare? Perché dovrebbero leggere il tuo blog?
  • Perché ti aiuterà a focalizzare le idee e cosa ti piacerebbe realizzare con il tuo blog.

L’articolo può essere breve o lungo, un’introduzione personale alla tua vita o una dichiarazione d’intenti tipica da blog, un manifesto per il futuro o un semplice schema dei tipi di cose che speri di pubblicare.

Per aiutarti a iniziare, ecco alcune domande:

  • Perché stai scrivendo su un blog pubblico, invece di tenere un diario personale?
  • Di quali argomenti pensi che scriverai?
  • Con chi ti piacerebbe connetterti tramite il blog?
  • Se il blog avrà successo nel corso del prossimo anno, quale scopo speri avrai raggiunto?

Non sei incatenato a nessuna di queste cose: uno degli aspetti meravigliosi dei blog è il modo in cui si evolvono costantemente a mano a mano che impariamo, cresciamo e interagiamo con gli altri, ma è bene sapere dove e perché hai iniziato e formulare i tuoi obiettivi potrebbe ispirarti qualche altro articolo.

Non riesci a pensare a come iniziare? Scrivi la prima cosa che ti viene in mente. Anne Lamott, autrice di un libro che amiamo sullo scrivere, dice che devi darti il permesso di scrivere una “prima bozza scadente”. Anne fa esattamente il punto: inizia a scrivere e preoccupati di modificarlo solo in un secondo momento.

Quando sei pronto per pubblicare, assegna al tuo articolo da tre a cinque tag che descrivano il focus del tuo blog: scrivere, fotografia, fiction, genitorialità, cibo, automobili, film, sport, qualsiasi cosa. I tag aiuteranno le persone che si interessano di questi argomenti a trovarti nel Lettore. Assicurati che uno dei tag sia “zerotohero”, in modo che anche altri nuovi blogger possano trovarti.

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