C’è un tempo per correre e uno per fermarsi. Io non sono mai stata brava a rallentare, tranne quando sono nate le nostre bimbe. Sempre presa da tante cosa da fare, giorni che scorrevano uno dopo l’altro. Volavano. E così anche in gravidanza. Vai, vai, vai. Come se nulla stesse cambiando. Ma in realtà ogni giorno il tuo corpo ti dà un segnale in più.. Un giramento di testa, una fame improvvisa, una stanchezza infinita.
E poi la senti, chiara, senza alcun dubbio. E’ la vita che cresce dentro di te e che bussa alla tua porta. Ti sussurra di fermarti, di fare spazio… gentilmente… Ma a volte questo non basta. Trovi il modo per andare, andare, andare. Dove poi? Ma quel giorno arriva. Un “termine” tanto atteso, ma al tempo stesso segretamente temuto. Cosa succederà dopo?
La nascita stravolge. Ti ribalta come un calzino. Ti riporta all’osso di ciò che sei, davvero, profondamente. Riscopre vecchie ferite che avevi cercato di chiudere in un cassetto. Invece no. Devi passare dentro quel mare, per riuscire a lasciare andare per sempre. Devi imparare a restare, ferma, lì e semplicemente stare. Sentire davvero. Chi sei, dove vuoi andare. Chi vuoi essere. Il tempo non può più scorrere come prima. Devi scegliere, per te e per quello scricciolo che tieni tra le braccia e che profuma di vita.
Solo dopo aver fatto a pugni con quella che eri, diventa chiaro quello che sei, quello che vuoi essere. Allora riparti, ma questa volta con una forza unica. Diversa. Profondamente diversa. Lasciatevi attraversare dalle vostre nascite. Forse sono la nostra salvezza

