Lasciate fare a loro

Lo sapevate che se il neonato viene lasciato sul petto della mamma subito dopo il parto, riesce pian piano a strisciare fino ad attaccarsi da solo al seno? 

Quegli attimi subito dopo la nascita sono un momento unico, quasi sacro. 

Gli occhi della mamma incontrano quelli del suo bimbo per la prima volta: quel bimbo che aveva fino ad ora immaginato, sognato e sentito dentro di sé, ora è lì. Lo stringe tra le sue braccia, ne sente il respiro, l’odore e vede tutta la sua perfezione. 

In quegli istanti si riconoscono, si ritrovano, dopo aver cavalcato le onde della tempesta che ha portato alla loro nascita. Perché il parto non è solo il momento in cui un bambino viene al mondo, ma in quel momento avviene un’altra nascita: ogni donna che attraversa la tempesta del parto ri-nasce come madre, e così ogni uomo che ha vissuto quei momenti ri-nasce come padre.

Nulla più sarà come prima. Tutto cambia, come un’alba nuova, che colora ogni cosa di un nuovo colore. Sono attimi fatti di abbracci, spesso di lacrime che scendono senza fermarsi. Pelle contro pelle. Battito su battito.

Il tempo si ferma. Si entra in un’altra dimensione. Non ci sono minuti, ore, ma solo quel momento unico, che resterà per sempre. 

Se la nascita è rispettata nella sua natura, nei suoi tempi, nella sua riservatezza, le competenze innate di quel bambino e di quella mamma potranno sbocciare con facilità. E così anche per l’allattamento. Se lasciamo fare a quella coppia mamma e bambino, migliorano gli outcome, intesi come capacità di portare avanti l’allattamento fino al 7o% in più, sia a breve che a lungo termine.

A volte noi sanitari dobbiamo frenare il nostro istinto di intervenire, di consigliare, di “metterci le mani”.

Osserviamo quella magia e lasciamo fare a loro. 

Foto di Mattia Medici (@mattiamedicifoto)